Inviato: Dom Gen 02, 2005 1:17 am Oggetto: dipendenza dalla pornografia
Sono un ex pornodipendenti. Desidero parlare dell’uso compulsivo di pornografia da internet e di chat erotica. Uso che può trasformarsi in assuefazione e quindi in dipendenza. Dipendenza che riguarda ormai milioni di persone nel mondo ed ha assunto ormai la caratteristica di problema sociale. In Italia solo adesso si comincia a parlarne.
La dipendenza dalla pornografia e dalla chat erotica non ha nulla a che vedere con la dipendenza dall’attività sessuale ed in nessun modo è una compensazione ad una carenza di questa attività.
La pornodipendenza è un tentativo di colmare un vuoto interiore. Una ricerca del mondo delle emozioni, che fino a quel momento ci eravamo negate. Un modo di staccarci dalla nostra realtà, troppo dolorosa. Un tentativo di crearci un mondo di emozioni che noi possiamo accettare e controllare completamente.
Il pornodipendente è solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza: alcool, fumo, gioco d'azzardo, eroina, bulimia, chat, giochi di ruolo, eccesso di rapporti sessuali. Ma non si può confessare ad un estraneo di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici. E quando finalmente riesci ad interrompere con l’eiaculazione quel gioco al massacro, hai il crollo verticale di quella assurda tensione. E ti dici che assolutamente quella è l’ultima volta, che ora hai capito, che da domani cambierà. E domani ricominci, esattamente nello stesso modo.
Nell'aprile dell'anno scorso ho fondato un gruppo di auto aiuto on line per chi vuole liberarsi dalla dipendenza da pornografia da internet. Attualmente siamo 760 iscritti ed abbiamo ricevuto quasi 5000 lettere.
Da tutte le lettere e dagli incontri che abbiamo avuto abbiamo cercato di trarre dei comportamenti comuni, per poter cominciare a delineare in modo "reale" la nostra dipendenza.
La pornodipendenza modifica in modo negativo tutti gli aspetti della vita di un individuo: rapporti di lavoro, capacità di applicazione ed attenzione al proprio lavoro (in special modo per i liberi professionisti), applicazione allo studio, rapporti sociali in genere, in particolare rapporti di amicizia e di amore, progressiva sfiducia in se stessi e tendenza a zero della propria autostima, capacità sessuale.
Per quanto riguarda, in particolare, l’influenza sulla dinamica sessuale del pornodipendente maschio, l'analisi è stata fatta sulla base delle lettere dei maschi e delle femmine iscritti al gruppo, dichiaratisi pornodipendenti. Il risultato finale è stata l'individuazione di 7 conseguenze derivanti dalla fruizione prolungata, con modalità compulsivo/dipendente della pornografia.
Le conseguenze derivanti dalla fruizione prolungata, con modalità compulsivo/dipendente della pornografia sono, per i maschi, le seguenti:
- masturbazione compulsiva prolungata e controllata, con lo scopo di
enfatizzare l'emozione della visione pornografica;
- eiaculazione finale liberatoria, quale unica possibilità per
riuscire ad interrompere la fruizione pornografica;
- calo quasi assoluto del desiderio sessuale verso la propria
partner, con una forma di fastidio per il suo corpo;
- semiimpotenza o impotenza totale all'atto con una donna reale;
- possibilità di erezione masturbatoria ed eiaculazione solo
attraverso la visione di materiale pornografico;
- dolore lancinante ai testicoli al momento dell’eiaculazione;
- condizionamente a guardare le donne reali solo ed esclusivamente
come corpi pornografici.
Queste conseguenze sono più o meno presenti in relazione alle caratteristiche psichiche della persona e, maggiormente, alla lunghezza del periodo di dipendenza.
Ora al gruppo cominciano ad arrivare lettere di "ex-pornodipendenti": un anno, sei mesi, quattro mesi di astinenza completa dalla pornografia. Io sono 4 mesi che mi siedo davanti al monitor solo per lavorare e per seguire il gruppo. Dopo 6 anni di inferno, giorno dopo giorno sto recuperando le mie energie migliori, la mia sessualità reale, la mia gioia di vivere, la mia capacità di assumermi delle responsabilità verso me stesso.
Ora sappiamo che abbiamo la possibilità di salvarci. Sappiamo che tutto dipenderà da noi, dalla nostra volontà e capacità di amare e rispettare noi stessi .
Registrato: Jun 29, 2004 Messaggi: 1240 Località: Caput mundi
Inviato: Dom Gen 02, 2005 1:56 am Oggetto:
Le parafilie sono "quelle manifestazioni patologiche della sessualità che sono state chiamate dapprima perversioni e poi deviazioni sessuali. "
Spero vogliate discutere adeguatamente del problema
Smack
Nanina _________________ NanaO™
Il saggio ricorda: "Coltivate Linux, che tanto Windows si pianta da solo."
Le parafilie sono "quelle manifestazioni patologiche della sessualità che sono state chiamate dapprima perversioni e poi deviazioni sessuali. "
Spero vogliate discutere adeguatamente del problema
Smack
Nanina
Cara Farfallina, ti ringrazio di cuore per aver riaperto la discussione.
Fornisco qui alcuni spunti:
La realtà per un pornodipendente è quella cosa che ti fa stare male quando spegni il tuo computer e abbandoni il cyberspazio"
John Warsen
An addict is someone who is ``unable'' to stop doing something he or she ``wants'' to stop. How are we to understand this condition? If someone ``wants'' to stop, why don't they just stop?
Mark ( in un gruppo di auto aiuto su Yahoo.com)
"L'immagine pornografica vivrà, nel migliore dei casi, nella mente dello spettatore producendo piacere. Nel peggiore produrra' un momentaneo piacere, ma poi si radichera' in lui fornendogli l'idea falsa di un prototipo falso di "tutte le donne" o di "donna ideale" generando sentimenti negativi quali perfezione, unicita', inaccessibilita' e portandolo alla delusione ed all'impotenza."
(Lucie, una escort di internet)
La dipendenza è un percorso sbagliato sul cammino della crescita spirituale. La dipendenza, qualsiasi forma assuma, è una vera e propria “emergenza spirituale”; nasce da un’inquietudine, ,dal bisogno di dare una risposta al mistero della propria identità, da un bruciante desiderio di completezza. Tutti sentiamo questa sete di chiarezza e tutti, in un modo o nell’altro, cerchiamo la risposta. Ma gli alcolisti, i tossici, in generale gli affetti da dipendenza “sbagliano” direzione, si incamminano per un vicolo cieco che anziché all’arricchimento interiore li conduce al dolore ed all’annientamento. E’ per loro dunque necessario riprendere il cammino, ritrovare la via giusta.
Christina Grof -Guarire dalla dipendenza - red edizioni.
Articolo ed analisi della problematica degno di nota, raramente si affrontano disturbi di questo genere in quanto chi ne è colto non crede di avere un problema psichico.
Grazie Vincenzo.
ps. I gruppi di yahoo fanno schifo, consultabilità 0 e praticità altrettanto bassa....ti suggerisco di aprire un sito in phpnuke
Ti fornisco un altro spunto di riflessione:
[color=blue]LA PORNODIPENDENZA
La pornodipendenza: la dipendenza da materiale pornografico
Se i bambini possono essere turbati dai cosiddetti «misteri del sesso», adolescenti e adulti sono caratterizzati piuttosto dai «segreti del sesso». Uno di questi, gelosamente custodito da tanti adolescenti e da un numero crescente di adulti, è la dipendenza dalla pornografia.
Un tempo relegata negli angoli bui delle edicole dei giornali e nelle proiezioni delle sale a luci rosse, oggi essa dilaga attraverso i canali della tecnologia digitale. Con lo smercio di CD-ROM e DVD e mediante Internet è possibile collezionare un repertorio praticamente infinito di filmati, scene e foto pornografiche.
L’uso di Internet, tuttavia, non solo amplifica a dismisura la quantità del materiale fruibile, ma aggiunge alla moderna pornodipendenza altre due caratteristiche del tutto peculiari.
La prima è che al giorno d’oggi l’accesso diretto e privato dall’intimità della propria abitazione alla rete del mondo Web abbatte anche l’ultima barriera, quella del contatto col mondo reale (il negoziante) per l’acquisizione del materiale. Pertanto, l’antica vergogna sociale cede sempre di più il passo ad un mero disagio interiore, del tutto privato, facilmente aggirabile e superabile dalla coscienza personale, invasa dalla pulsione trasgressiva.
La seconda caratteristica è che, sempre attraverso Internet, il moderno fruitore di pornografia diviene consapevole dell’enorme massa di gente con la quale egli condivide la medesima «passione», e della dimensione sociale del fenomeno, che occupa praticamente tutti i mezzi di scambio e di comunicazione esistenti. Egli tuttavia, anziché essere spinto ad una seria riflessione sulla «società malata», finisce al contrario per sentirsi giustificato e legittimato nella sua dipendenza.
In tal modo, quello che un tempo era vissuto come un segreto personale, intimo e penoso, è oggi divenuto la vetrina eccitante ed abbagliante di un’immensa e lucrosa industria a cielo aperto.
Va segnalato che alla pornografia solitaria, conosciuta da sempre, va ormai aggiunta quella, oggigiorno sempre più diffusa, di carattere interattivo: ai call-center telefonici si sono aggiunti le chat on-line e i porno siti con contatti virtuali in videotrasmissione (videochat). Questa pornografia interattiva va distinta dalla semplice prostituzione perché non contempla il passaggio all’atto, ossia il contatto reale dei corpi.
Il carattere interattivo della pornografia contemporanea (o almeno di una sua parte emergente) non deve però indurre l’illusione che essa sia, oggi, più «viva» e «reale» di ieri. Il tratto dominante della pornografia resta, oggi come ieri, l’offerta di un oggetto in luogo di una persona.
Questo «scambio» da persona a oggetto produce una particolare trasformazione dell’immaginario sessuale, il quale da funzione atta a mediare e indurre il contatto con la realtà diviene un sistema autarchico, solipsistico, che distanzia e sopprime il mondo reale e reclude l’individuo nella gabbia della sua isolata soggettività.
Il consumatore di materiale pornografico è perlopiù (ma non sempre) un maschio, la cui età quanto più è elevata tanto più definisce una patologia grave.
Per «patologia grave» intendo una patologia «strutturale», una patologia che ha inferto un danno permanente (ma non irreversibile!) alle funzionalità sane dell’Io.
Il motivo di una diagnosi di gravità a carico del pornodipendente adulto è abbastanza ovvio.
Nella nostra società (come in molte altre) l’adolescente viene considerato sia dalla cultura religiosa che da quella laica un «immaturo», un individuo che deve essere messo in attesa per un tempo di apprendimento e di prova prima di poter beneficiare dei privilegi della vita adulta. Pertanto egli è inibito dall’avere percorsi efficaci nel mondo reale: egli è diffidato dal mondo sociale adulto dall’avere contatti o relazioni sessuali, è scoraggiato nei suoi bisogni di avventura esistenziale, ridicolizzato o osteggiato nel suo diritto alla critica, sia distruttiva che costruttiva.
La scoperta della sessualità gli offre – proprio quando ne ha più bisogno – uno spazio di fuga dalla sua intima esperienza di «impotenza esistenziale», che – stanti le vigenti proscrizioni e proibizioni in materia erotica – esita in senso solitario, solipsistico, dunque fantastico o virtuale.
Questa fase di «esilio» dal mondo reale, accompagnata dal «peccato solitario» (la fantasia, più o meno masturbatoria), essendo fisiologica alla concezione dell’adolescenza propria del mondo occidentale moderno, viene in genere compresa e tollerata, quand’anche essa provochi nell’adolescente infiniti turbamenti, dovuti ai poderosi conflitti di valori cui è sottoposto. Infatti, mentre da una parte egli è pressato dai valori religiosi tradizionali che gli impongono la castità anche nel pensiero, dall’altra egli è non meno oppresso dai moderni valori laici di stampo liberista (descritti nel mio libro Crescere in un mondo malato, Ed. Franco Angeli, 2004), che gli propongono un regime di disinvolta e superficiale libertà.
Il conflitto psicologico che sortisce dallo scontro di questi modelli contraddittori è esplosivo come mai in passato, perché in un caso l’adolescente è inibito dalla paura del peccato e della colpa, nell’altro dall’angoscia di dimostrarsi debole e di non essere all’altezza.
Nondimeno, nonostante l’ampia estensione del disagio psicologico giovanile, l’autoreclusione nella fantasia sessuale solitaria, dovuta ai conflitti interni, è considerata nell’adolescenza una fase «normale», e con ciò tollerata. In effetti, perlopiù si risolve, sia pure al prezzo di notevoli sofferenze.
Per contro, nell’adulto il fenomeno della pornodipendenza assume un rilievo del tutto particolare.
In genere, nell’uomo adulto la pornodipendenza cresce a misura di un penoso sentimento di prigionia psicologica e sociale, che può derivare sia da costrizioni perfezionistiche (l’uomo virtuoso, laborioso o comunque condannato al guadagno e al successo) che da penuria socio-economica. Prigioniero delle sue caratteristiche psicologiche (un carattere ansioso, ossessivo, perfezionistico…) o sociali (un lavoro opprimente, una condizione socioeconomica umiliante…) l’individuo cerca con angoscia e con rabbia una possibile «via d’uscita». A questo punto, colui che soffre per la mancata realizzazione di sé, può identificare nell’offerta pornografica un orizzonte di libertà illimitata, una insperata restaurazione del suo perduto potere sulla vita.
Alla fine del percorso, tuttavia, l’uomo che credeva di aver trovato una magica e insperata libertà scopre di esserne prigioniero. Identifica, allora, in questa nuova prigionia il suo dramma fondamentale fino a dimenticare i problemi che erano nella sua personalità di base.
Sicché, da una alienazione di primo grado (rappresentata dal carattere psicologico ossessivo o dalla situazione sociale negativa) perviene ad una alienazione di secondo grado (la pornodipendenza) nella quale la prima alienazione è dimenticata, e con essa un possibile avvio di soluzione del problema generale.
Nel caso dell’adulto, dunque, la diagnosi non può che essere di gravità perché la pornomania coincide con un’illusione inconsapevole, la quale genera non solo e non tanto il tormento del senso di colpa, quanto soprattutto l’oblio della propria personale e innata aspirazione alla realizzazione identitaria, reiterando l’insoddisfazione e rendendola così compulsiva e sostanzialmente tossicomanica.
La dipendenza da materiale pornografico è dunque una patologia ossessivo-compulsiva che deriva dal bisogno del soggetto di evitare i rischi della vita adulta segregandosi in un mondo di fantasie.
Di fatto, la pornodipendenza porta alla sostituzione pressoché totale della normale vita amorosa con tecnologie atte a indurre fantasie sessuali stereotipate. In queste fantasie, il pornodipendente esaurisce non solo le sue esigenze sessuali e amorose ma lo stesso rapporto col mondo, l’interesse verso il quale si riduce alla ricerca compulsiva di sempre nuovo materiale. La pornodipendenza è dunque una schiavitù edonica, nella quale il soggetto esaurisce per intero la sua libertà.
Trattandosi di una dipendenza compulsiva, sotto la quale scorre un rischio depressivo talvolta grave (dovuto a sensi di colpa o, sempre più spesso, ad una sensazione di evanescenza e di futilità), la pornodipendenza deve essere trattata con la psicoterapia. Nella mia esperienza professionale di psicoterapeuta ho constatato un’elevata percentuale di guarigioni attraverso la semplice psicoterapia.
Molto utili di solito sono anche i gruppi di mutuo aiuto – da evitarsi tuttavia nel casi di grave e intollerabile vergogna sociale – all’interno dei quali è possibile confessare la propria anomalia stemperando i sensi di colpa e la vergogna da cui tale patologia è spesso accompagnata.
Glossario: pornografia. La parola pornografia deriva dal greco pornè, che significa prostituta, e grafèin, che significa scrivere, disegnare, tracciare. La pornografia, dunque, identificava in origine (prima dell’avvento della macchina fotografica) il materiale scritto o disegnato di carattere erotico funzionale ad un uso puramente edonistico. _________________ Vincenzo Punzi
www.noallapornodipendenza.it
Inviato: Dom Gen 21, 2007 3:12 pm Oggetto: La donna del pornodipendente
E' uscito un bell'articolo su Vanity Fair di questa settimana. Riguarda il problema delle donne dei pornodipendenti.
Vincenzo Punzi _________________ Vincenzo Punzi
www.noallapornodipendenza.it
Registrato: ago 31, 2001 Messaggi: 3709 Località: Sardegna
Inviato: Dom Gen 21, 2007 11:48 pm Oggetto:
non sono un pornodipendente ne penso che lo diventero ma da cio che ho letto sembra che vi stiate solo ghettizzando cercando di essere vittime di voi stessi.. quando in realtà siete gli unici ad avere delle colpe verso voi stessi.. ho letto una frase.. "è quella cosa che ti fa stare male quando spegni il tuo computer e abbandoni il cyberspazio" io mi ci sento male.. è normale questo.. io vivo in questo mondo da prima dell'avvento di internet.. ma è solo un'altra frase fatta messa in tono senzazionalistico e portata come verità su un articolo.. ben conscio delle difficoltà che puoi avere.. ma cinico riguardo il tipo di problema.. _________________ -Uso una password per ogni cosa che ne richiede una
--Anche io... uso la tua
_________________________________________
Non pensare che i problemi si possano solo creare, si possono anche ricevere..
(by Al è qui)
Verissimo..basta compatirsi..ma stiamo scherzando???sono altre le vere malattie.non le vostre..per qualche sega di troppo state facendo finire il mondo...suvvia!!!!
Inviato: Gio Gen 25, 2007 12:07 am Oggetto: finire il mondo
nowspam ha scritto:
Verissimo..basta compatirsi..ma stiamo scherzando???sono altre le vere malattie.non le vostre..per qualche sega di troppo state facendo finire il mondo...suvvia!!!!
Dunque, il nostro gruppo di auto aiuto ha 2300 iscritti ed ha ricevuto 13000 lettere; il sito è visitato mediamente da 160 persone al giorno; negli Statio Uniti esistono 130 gruppi come il nostro per un totale di 210... iscritti; Vanity Fair ha scritto un articolo, ed anche Tu; qualche giorno fa ho fatto un'intervista alla trasmissione d Magalli; sabato sera esce una mia lunga intervista fatto con Bonolis; il libro che ho scritto sta vendendo parecchio di più delle previsioni; esistono centinaia di libri e di articoli su questo argomento scritti da specialisti; questa discussione ha avuto, mi pare, 1400 visite. E tu dici ...per qualche sega di troppo. Ma dove vivi?
Vincenzo caro,sicuramente non vivo nel tuo stesso mondo e sinceramente ne sono proprio contento.Bravo,hai avuto l'intuizione giusta,stai guadagnando soldi,avendo popolarità(non a caso hai preso la balla al balzo per elencarmi i dati del tuo successo).Rispetto la vostra malattia ma la interpreto come una richiesta d'aiuto non in senso medico ma in senso sociale.Avete estremizzato il concetto di malattia,tu vai in giro per i vari post,intervenendo anche Off Topic,per raccontare a tutti la tua esperienza.Lo hai detto tu,hai un sito,le interviste con Bonolis..basta,attieni a quelle.Sembra che ti stai vantando della malattia.Chi ha malattie mortali non va a farsi il giro dei forum.C'è gente che soffre davvero,questo non dimenticarlo..E' per questo che con un pizzico d'ironia ho provato a fartelo capire..Prendi tutto meno sul serio,è questo il consiglio che posso darti
Inviato: Mar Feb 06, 2007 11:53 am Oggetto: sul serio
nowspam ha scritto:
Vincenzo caro,sicuramente non vivo nel tuo stesso mondo e sinceramente ne sono proprio contento.Bravo,hai avuto l'intuizione giusta,stai guadagnando soldi,avendo popolarità(non a caso hai preso la balla al balzo per elencarmi i dati del tuo successo).Rispetto la vostra malattia ma la interpreto come una richiesta d'aiuto non in senso medico ma in senso sociale.Avete estremizzato il concetto di malattia,tu vai in giro per i vari post,intervenendo anche Off Topic,per raccontare a tutti la tua esperienza.Lo hai detto tu,hai un sito,le interviste con Bonolis..basta,attieni a quelle.Sembra che ti stai vantando della malattia.Chi ha malattie mortali non va a farsi il giro dei forum.C'è gente che soffre davvero,questo non dimenticarlo..E' per questo che con un pizzico d'ironia ho provato a fartelo capire..Prendi tutto meno sul serio,è questo il consiglio che posso darti
I miei soldi io li guadagno con il mio lavoro, non certo vendendo qualche migliaio di copie del libro che ho scritto (costa 8,60 ed io prendo il 7%).
Della popolarità a me non me ne importa niente: mi basta l'affetto e l'amore delle persone a me vicine.
Hai mai provato a guardare sulla rete quanti siti esistono relativi a tabagismo, tossicodipendenza, gioco d'azzardo compulsivo, alcoolismo?
A loro diresti le stesse cose che dici rispetto alla pornodipendenza?
scusa, visita ora il sito, dimmi è un sito porno ? rispondi onestamente e rivisitalo ora www.webtvitalia.com ... anche raulken è un sito porno solo perche' ha una sezione porno ?nn capisco quale sia il problema
tornando in topic.. magari sul libro prendi il 7%.. dell'intervista con bonolis? ma dai.. allora diciamo anche che masturbarsi fa diventare cechi..
hai avuto questo "simil" disturbo? l'hai risolto?bravo! vuoi aitare anche gli altri?bravo 2 volte! ma non puoi scriverlo ovunque e sentirti la persona più sfortunata solo perchè hai vissuto ciò..
anzi, rispetto a certe cose che passano alcune persone (tra le quali sfortunatamente anche me) fai pure "schifo".. ti lamenti tanto x un pò di porno.. mentre altri stanno dei mesi e mesi in un letto msenza aver neppure la forza di parlare.. capisci la differenza????????????????
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